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OMOTOSSICOLOGIA  

 

Evoluzione moderna dell’omeopatia, l’omotossicologia - o omeopatia antiomotossica - nasce in Germania negli anni 60’ ad opera di Hans-Heinrich Reckeweg.

Reckeweg si rese conto che la malattia espressa è spesso correlata all’attivazione del nostro sistema di difesa che si mette in moto per combattere ed espellere i veleni che inquinano i nostri tessuti.

Nel momento in cui l’organismo si trova in eccesso di tossine - alimentazione errata, assunzione massiva di medicinali, stress, ecc. - attiva reazioni biologiche di difesa per la loro espulsione; la pelle darà luogo ad eccessiva sudorazione, eczemi o herpes; il sistema respiratorio, riniti, sinusiti o broncopolmoniti; l’apparato digerente, febbre, gastriti e diarrea; i reni ed il fegato, cistiti, calcoli, e così via.

In pratica il corpo si difende dalle tossine con una reazione antitossica che noi comunemente chiamiamo "malattia" e che cerchiamo di risolvere con una "pasticca sintomatica" togliendo in questo modo il sintomo ma non lo stressor che lo ha causato.

L’Omotossicologia di Reckeweg distingue sei fasi di risposta antitossica. Le prime tre fasi – escrezione, infiammazione e deposito – sono definite fasi umorali e rappresentano reazioni relativamente innocue da cui di solito si guarisce spontaneamente o con terapie omotossicologiche poco impegnative.

Le successive tre fasi – impregnazione, degenerazione e neoplasia - sono definite fasi cellulari e comprendono patologie che ormai hanno provocato lesioni cellulari profonde difficilmente affrontabili con l’omeopatia classica.

L’Omotossicologia, grazie all’ausilio dei progressi della medicina accademica – ricerca di base, esami diagnostici, ecc. - trova l’esatta collocazione della malattia all’interno delle sei fasi e tramite i rimedi omotossicologici aiuta il corpo a riattivare le funzioni di eliminazione tossinica ed in caso di danni cellulari ripristina la struttura enzimatica alterata.

In conclusione la terapia omotossicologica non elimina il sintomo, ma si propone come terapia di profonda disintossicazione e rigenerazione; questo grazie anche alle modalità di somministrazione – orale, anale, parenterale – ed all’utilizzo di farmaci complessi, derivanti sia dall’omeopatia classica, che da acquisizioni più recenti: substrati d’organo, catalizzatori della respirazione cellulare, chinoni, vitamine omeopatizzate, citochine omeopatizzate, farmaci allopatici in diluizione omeopatica e quanto altro di specifico prodotto dalla moderna ricerca farmacologica di settore.

I vantaggi terapeutici dell’omotossicologia rispetto all’omeopatia classica sono le possibilità d’intervento su malattie degenerative ed i risultati più veloci e costanti nelle patologie acute.

Un medico omotossicologo esperto è spesso iscritto al relativo registro presente in alcuni ordini dei medici italiani a garanzia di una consulenza appropriata per curare i più svariati disturbi.

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